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L’Associazione
di Psicoanalisi della Relazione Educativa (A.P.R.E.) è un’associazione
di promozione sociale a carattere scientifico. È, tra l’altro, ente
accreditato a livello nazionale per la
formazione continua in medicina – ECM. I
suoi scopi sono: lo studio, la ricerca, la progettazione, la formazione e la
promozione dell’intervento di prevenzione o recupero dello svantaggio
psicologico e sociale relativamente ai soggetti coinvolti in ogni tipo di
relazione educativa. In quanto
tale l’A.P.R.E. è aperta, secondo vari gradi di associatura, a:
psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, ma anche a insegnanti, educatori a
vario titolo, operatori nel sociale, nella politica e nelle istituzioni,
medici, avvocati, magistrati; ossia a tutti coloro che, svolto un personale
cammino psicoanalitico, hanno interesse al perseguimento dei fini e degli
scopi così come espressi nello statuto. Si badi che i nostri Soci sono altamente
selezionati in base a: valutazioni psicoattitudinali, comprovata aderenza ai nostri principi
nella propria vita quotidiana lavorativa e personale, condivisione del nostro
specifico
orientamento e di
quel peculiare ‘modo di vedere’ espresso negli articoli della
nostra rivista telematica, che ne è organo ufficiale
di espressione. Con il termine “psicoanalisi” (presente nella denominazione)
non ci riferiamo ad un ambito clinico strettamente inteso, come le numerose
associazioni e società professionali di soli psicoanalisti, psicologi e/o
psicoterapeuti: infatti attraverso la nostra associazione non facciamo
psicoterapia, ma ricerca, formazione psico-educativa e consulenza
psicoanaliticamente orientata. Intendiamo divulgare l’ermeneutica
psicoanalitica, ripensata criticamente alla luce del progresso delle scienze
contemporanee, come spiegazione di quanto accade nel ‘mondo
dentro’ e fuori ciascuno di noi, in riferimento alle psicodinamiche dei
membri coinvolti nei molti tipi di relazione educativa. Ci anima la convinzione che alla radice di tutte le manifestazioni
della vita adulta e segnatamente del malessere individuale e sociale, ci
siano esperienze psicologiche patologizzanti vissute nel rapporto educativo
dal concepimento fino a circa i primi venti anni di vita. Ciò posto riteniamo
che: 1) la consapevolezza “vissuta emotivamente” della storia
psicodinamica propria e altrui possa costituire un valido aiuto per la
conquista di una perdurante felicità personale; 2) la conoscenza dei processi sottesi ad uno sviluppo sano, così come
i fattori che ingenerano situazioni patologiche, costituisca fondamentale
metodo di prevenzione: indirizzando l’organizzazione socio-psicologica
all’interno della coppia, della famiglia, della scuola, dei luoghi di
lavoro e delle istituzioni . Troppo spesso fin ora la Psicoanalisi è stata relegata solo
all’ambito psicoterapeutico: noi vogliamo “sdoganarla”,
nella convinzione che ha molto più da dare oltre alla clinica, soprattutto
nella sua corrente denominata “Teoria delle Relazioni
Oggettuali”. Attraverso tale scienza infatti si può trovare risposta
agli interrogativi e alle richieste di indicazioni per la risoluzione di
problemi complessi che vengono da ogni individuo e dalla società. Perciò
applichiamo la Psicoanalisi alla
storia, all’etica, alla politica, all’economia, alla religione,
alle istituzioni sociali, all’antropologia, alla produzione artistica:
coltivando la speranza che il “sapere” psicoanalitico
contribuisca alla prevenzione di mali psico-sociali che ci stanno portando
alla catastrofe, proprio venendo utilizzato come guida che indirizzi scelte e
azioni negli ambiti appena indicati. Se Prevenire è meglio che curare, per
noi la prevenzione si attua, primariamente, attraverso la formazione
psicodinamica, la consulenza e i gruppi analitici di “tras-formazione”
soprattutto per genitori (meglio se anche prima che lo si diventi) per insegnanti, medici, psicologi,
terapeuti, avvocati/magistrati, operatori sociali e politici. Il nostro impegno costante è quindi diretto a che le idee e le
“azioni” psicoanaliticamente guidate possano contribuire a
modificare l’organizzazione sociale, politica, economica e religiosa
della civiltà umana, per la costituzione di un “ambiente
facilitante” lo sviluppo delle potenzialità psichiche creative
individuali e collettive, partendo dalla base. A tal scopo la nostra attività
si articola nei seguenti tre settori. ·
centro studi Noesis, a cui afferiscono l’Istituto di
Ricerca e l’Istituto di Formazione dell’A.P.R.E.: per lo sviluppo
di progetti di ricerca, studio e intervento formativo, attraverso
l’organizzazione del convegno annuale, di giornate di studio, ‘workshops’, seminari e corsi per addetti ai lavori (psicologi,
terapeuti, medici, assistenti sociali) e ‘trainings’ per
educatori di ogni genere (genitori, insegnanti, formatori, politici) il cui
calendario è disponibile ai links relativi. ·
rivista telematica Journal of Pshychoanalysis and Education, organo ufficiale dell’A.P.R.E.,
in cui vengono pubblicati studi, saggi, ricerche (lavori sia
clinici che di rassegna) di analisi della relazione educativa, dei suoi
processi e contesti, con l’intento di far progredire la ricerca
scientifica, ma soprattutto di costituire utile guida per gli educatori
(genitori, docenti, formatori) e i responsabili/operatori di istituzioni e
organizzazioni sociali, politiche, economiche, religiose. ·
centro di consulenza Effatà, a cui afferisce l’Istituto di
Prevenzione: per la promozione ed attuazione di progetti d’intervento psicologico di
prevenzione e/o recupero di quei giovani che vivono un’esperienza di
disagio psicologico e per il sostegno ai loro educatori. A quest’area, inoltre,
afferiscono le attività di training e/o supervisione psicodinamica per i
nostri soci e per gli esterni (genitori, insegnanti, psicologi, operatori
sociali, medici,.ecc.) attraverso i vari tipi di dinamiche di
gruppo in funzione analitica, condotti dai nostri psicologi clinici e psicoterapeuti (quali
indicati nella sezione relativa). L’acrostico venuto fuori per caso come nome
dell’associazione, “APRE”, ne rivela il fine. Infatti noi proponiamo,
attraverso le attività dei vari settori, una “navigazione”, un
“viaggio” che, per l’appunto, è qualcosa che
“apre” tutti i membri coinvolti in una relazione educativa: -
apre alla conoscenza “vissuta emotivamente” di sé, del proprio
inconscio mondo interno, vera fonte di libertà; - apre alla comunicazione con le varie parti
costituenti il proprio Sé personale; - apre alla comprensione empatica e
“contenitiva” dell’Altro; - apre alla comunicazione con il mondo
esterno prossimo (il Tu della relazione) e allargato (il contesto sociale); - apre all’attività creativa, alla
possibilità di ricevere e dare amore, vivendo nella gratitudine. Tutto questo attraverso il percorso proposto dalla Psicoanalisi,
intesa non solo come cura, ma, molto più fondamentalmente, come proposta
metodologica per il “viaggio” attraverso la “seconda
navigazione”
che ognuno, nessuno escluso, dovrebbe compiere per conseguire un reale
benessere, realizzarsi nella pienezza di senso della propria esistenza e
ottenere libertà, vera ricchezza e perdurante felicità. Nel costituire quest’associazione ci siamo lasciati
“pro-vocare” da una duplice richiesta di aiuto espressa, più o
meno consapevolmente, dalle persone (educatori e adolescenti) che abbiamo
incontrato nella nostra attività professionale. Penso ai molti interlocutori
in conferenze o corsi formativi che ci hanno chiesto: come procedere per
“guarire” una “società malata” i cui sintomi sono
espressi negli accadimenti socio-politici attuali, nello stile che impernia i
quotidiani rapporti umani nelle nostre città, nei luoghi di lavoro, di svago,
nelle proprie case; e ancora mi vengono in mente i molti altri che hanno
evidenziato l’enorme “buco” formativo e l’ottusagine
da parte di educatori e operatori nelle professioni di aiuto e di ruolo
sociale e politico, consistente nella mancata considerazione del mondo
inconscio come elemento basilare nella costruzione di tutte le attività
umane. Il primo è un “grido di aiuto” affinché si trovi una
soluzione che eviti la deriva personale e collettiva in dittature, guerre e
sopraffazioni di ogni tipo; il secondo è un “grido di aiuto”
contro la stupidità, l’ignoranza e la mediocrità. In tutte e due i casi
si tratta di una lotta: tra Amore e Morte, tra Verità e Fasullità. Il nostro
strumento di “lotta” è la Psicoanalisi: strutture ed individui
sono interdipendenti, per cambiare le une bisogna cambiare gli altri, e
viceversa. Bisogna allora scegliere un gesto che spezzi il cerchio che
c’imprigiona. Noi abbiamo scelto il nostro gesto, politico,
“medico”, culturale, sociale: costituire un’associazione
senza fine di lucro, con lo scopo di promuovere lo studio, la ricerca e la
divulgazione riguardo alle tematiche inerenti alla psicoanalisi applicata
alla relazione educativa, lì dove per “relazione educativa”
intendiamo riferirci ad ogni relazione tra: figlio - genitore, alunno - insegnante, paziente - medico, formando - formatore in comunità, minore - operatore sociale/avvocato/magistrato, cittadino-politico, individuo-istituzione. L’intento, che
forse apparirà altisonante ed utopistico, ma che riteniamo invece possibile e
molto concreto, è quello di contribuire a costruire la Civiltà
dell’Amore, aiutando le persone ad attivare la totalità delle risorse
psicodinamiche positive (“educare” indica proprio il “far
venir fuori” la “vis” creativa), così facilitando la
vittoria di Eros su Thanatos.
Come è possibile per noi
perseguire un obiettivo così ‘grande’? Beh, ci si permetta di
rispondere con delle considerazioni che, seppur apparentemente retoriche, ci
paiono quanto mai concrete. Anzitutto (citando Agostino) ci lasciamo animare
dai due “bellissimi figli di Speranza: Sdegno e Coraggio; lo sdegno per
quello che vediamo accadere e il coraggio per cambiarlo”. Il fiume che
porta cambiamento e fecondità è composto da tante gocce, perciò ci siamo
sentiti rivolta una frase di Gandhi che rimandiamo a lei lettore nell’invitarla
ad essere dei nostri: “Svegliati e sii tu il cambiamento che vorresti
per il mondo”! (*) nell’immagine: “I tre filosofi”, di Giorgione,
1508-09 (in collezione a Vienna, Kunsthistorisches Museum) |
Codice fiscale
dell’A.P.R.E.: 97437630581 - Ass.ne registrata il 24 ottobre 2006 numero
7405 serie 3, presso l’Ufficio Delle Entrate Roma 5
Autore: R. Filippo Pergola - Webmaster:
Roberto Peron